Prime lezioni dell'anno scolastico a Villa Greppi. Tutti tranquilli nel frequentare le lezioni come se fosse, e forse lo è, un corso di aggiornamento. È la prima settimana, quindi non c'è ancora l'orario definitivo. Entra in classe un'insegnante per "Sistemi/Sistemistica". Rimaniamo perplessi perché a noi linguisti non importa nulla di sistemi né di sistemistica, quindi chiediamo spiegazioni: a quanto pare non essendo stati debitamente informati, ci troviamo nell'aula sbagliata.
Insieme a I. ci mettiamo alla ricerca dell'aula. Ma negli anni Villa Greppi è cambiata e si è ingigantita oltre misura: consta di vari ingressi (almeno due laterali principali, più altri) e di innumerevoli ale e corridoi. Come metodo di ricerca dell'aula, scegliamo insieme di raggiungere l'ingresso principale e chiedere lì informazioni o cercare un'apposita bacheca. Per raggiungere l'ingresso principale ci orientiamo seguendo il nord. Sbagliamo subito e ci troviamo in una shanty town greco-londinese composta da un lungo corridoio su cui si affacciano solo negozi; per seguire il nord ci infiliamo in un corridoio ancora più stretto su cui si affacciano porte di miniappartamenti rattoppati, poveri, miseri e decadentemente straccioni. Saggiamente, decidiamo di tornare indietro nei corridoi puliti della scuola, frequentati da studenti in larga parte stranieri. Un architetto ci dice: cercare un'aula nel seminterrato è facile: lì la scuola non l'hanno potuta allargare più di tanto, lo spazio è quello che è. Ma in superficie è tutta un'altra storia. Proseguiamo la ricerca senza fretta, né ansia: mi piace stare con I. e la cosa sembra reciproca.
Nessun commento:
Posta un commento