È una città* attorno alla quale non c'è nulla e sembra sia stata costruita appositamente, migliaia di anni fa, per resistere al tempo. Intorno, non c'è nulla, ovvero non c'è territorio abitato, non ci sono strade, non crescono alberi, non esistono altre città, non c'è niente di civilizzato, né di naturale, solo una blanda distesa non identificata di terra compatta e qualche ciuffo d'erba. Dentro, la città è vecchia e nuova insieme e popolata di numerosi turisti. Io devo prendere l'aereo quel pomeriggio e sono senza orologio. Non ricordo a che ora è l'aereo e sono senza biglietto e senza bagagli. Quello che mi serve è altrove, non so dove, con me ho soltanto la macchina fotografica. Mi fermo a fotografare uno scorcio di alte colonne all'interno di un palazzo, dentro il quale, in fondo, si notano altre vie aperte e il cielo. Una performance di street art sponsorizzata da una ricca casa di moda si manifesta davanti a questo palazzo, con danzatori che si calano in modi circensi dalle funi. Mi ritorna il pensiero del biglietto e dell'aereo. Allora torno sui miei passi: per andare all'aeroporto o altrove, non so di preciso. A piedi percorro chilometri nelle strade scoscese del centro che si alternano tra vie di grande percorrenza a viuzze da percorrere esclusivamente a piedi su un selciato di sassi e tra case di antichi mattoni. Quando arrivo all'incrocio di un grande viale che si affaccia, tramite i pochi resti di marmo bianco di un alto tempio, su un parco archeologico, mi rendo conto che tutta la fatica e il sudore e il mal di piedi spesi a camminare velocemente sono inutili perché l'aeroporto è fuori città e in ogni caso mi posso permettere un taxi. Ma non ci avevo pensato.
*Atene, per farla breve.
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