giovedì 13 gennaio 2011
Dormitorio di una fabbrica, notte. Non so cosa ci faccio lì, ma sto andando a letto. Qualcuno inizia una discussione sul futuro e pare che a una persona imprecisata che conosco succederà una disgrazia. Poiché capisco che quello è un posto speciale e un momento speciale, mi rendo conto che se agisco, ora e subito, posso impedire il futuro. Allora mi alzo, nonostante siano più o meno le cinque di mattina, cioè prestissimo, e nonostante sia una cosa che normalmente non farei mai. Esco dal capannone. È buio, nevica, e mi incammino per una strada lunga e dritta con la sensazione di stare tornando indietro da qualcuno. In strada non c'è nessuno, tutto è coperto di neve.
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